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La “tempestività” della contestazione disciplinare

27 Giugno 2016|

In tema di licenziamento, l'addebito deve essere contestato immediatamente, ossia tenendo conto delle ragioni oggettive che possono ritardare la percezione o il definitivo accertamento e valutazione dei fatti contestati, soprattutto quando il comportamento del lavoratore consista in una serie di fatti che, convergendo a comporre un'unica condotta, esigono una valutazione unitaria, sicché l'intimazione del licenziamento può seguire l'ultimo di questi fatti, anche ad una certa distanza temporale da quelli precedenti. Lo ha ribadito la Suprema Corte di Cassazione con sentenza del 21 giugno 2016, n. 12824.