L’esercizio abusivo di consulenza del lavoro non giustifica il sequestro totale
4 Agosto 2014|
Nell’ambito di un procedimento penale per l’esercizio abusivo di attività riservate ai consulenti del lavoro, i giudici della Corte di Cassazione hanno affermato che in presenza di un’attività lecita prevalente, deve ritenersi non adeguatamente proporzionato il sequestro totale che inibisca sia l’attività illecita, sia quella lecita. Del pari deve essere riconosciuto il dissequestro, qualora la società adotti un riassetto organizzativo che consenta di rispettare i limiti dell’attività lecita (intermediazione e selezione di colf e badanti), e garantire lo svolgimento delle attività di consulenza solo con la gestione diretta di consulenti del lavoro. (Sentenza 1° agosto 2014, n. 34211).
