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La direttiva sui salari minimi adeguati è salva … ma le contraddizioni restano

6 May 2026|

Sinossi. Il contributo commenta la sentenza dell’11 novembre 2025 con cui la Corte di giustizia dell’UE ha respinto il ricorso di Danimarca contro la direttiva 2022/2041/UE sui salari minimi adeguati, limitandosi ad annullare due disposizioni dell’art. 5 per contrasto con l’art. 153, par. 5 TFUE. Per “salvare” la direttiva, la Corte adotta una lettura mitigatrice che ne riduce l’impatto sugli ordinamenti nazionali: nega che l’“adeguatezza” sia nozione autonoma del diritto dell’U-nione, esclude che la direttiva attribuisca un diritto soggettivo al salario minimo adeguato, e qualifica molte prescrizioni come obblighi procedurali.

Abstract. The article comments on the judgment of 11 November 2025 in which the Court of Justice of the EU dismissed Denmark’s action against Directive (EU) 2022/2041 on adequate minimum wages and annulled only two provisions of Article 5 on the grounds that they conflict with Article 153(5) TFEU. In order to “save” the directive, the Court adopts a mitigating interpretation that re-duces its impact on national legal systems: it denies that “adequacy” is an autonomous concept of EU law, excludes that the directive confers an individual right to an adequate minimum wage, and characterises many of its requirements as procedural obligations.

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